Vetromodelli

Ho trovato quasi per caso in un negozio online un kit dell'Agusta 109 della Vetromodelli ! Ora di questa ditta avevo già visto alcuni kit (il Re.2005 per esempio) e stupidamente non li avevo comprati (da persona curiosa sarebbe stato giusto averne uno in casa), ma mi chiedo se qualcuno qui ne abbia mai non solo comprato ma anche costruito uno !
Ricordo quando uscirono questi kit che su Aerei Modellismo ne vennero recensiti alcuni e che essendo fatti in vetroresina sembravano richiedere teniche simili a quelle dei vacuform con le attenzioni necessarie per la rigidezza del materiale usato. Ma qualcuno ci ha messo mano ?
Nel mio caso l'idea è combinare le parti del kit vetromodelli con quanto più possibile del kit Revell del K2 (chi me lo fa fare di autocostruire un rotore quando Revell ne fa gia uno ?), ma chiaramente sapere come mettere mano al kit potrebbe aiutare.
Ovviamente se interessa posterò le foto del kit appena mi arriva

Commenti

  • Ho per puro caso il Re 2005. Praticamente immontabile perchè i fogli in vetroresina si sono imbarcati con il tempo. Ora penso che con pazienza si potrebbero pure riportare allo stato originario, ma vale la pena in questo caso ? No. Oggi con i kit usciti in plastica nel frattempo è veramente una operazione di puro masochismo modellistico. Senza contare che praticamente è come avere un vacu e anche piuttosto basico. Certo per una cosa che non esiste in altra forma, e che poi potrebbero forse beneficiare di pezzi provenienti da un kit mainstream ... magari. Mi chiedo però se non sia da prendere in considerazione una sorta di cannibalizzazione di parti da innestare sul Revell che fungerebbe da base sicura, modificata ...
     
  • Ovviamente incito a fare il tutto perchè per la legge spietata del modellismo quando avrai finito è assai probabile che ci troveremo con un kit in plastica iniettata. Insomma, un consiglio molto interessato il mio ! 
    :-D
  • Stiamo forse parlando dei modelli in vetroresina della ...?. Mammaiut meglio non fare nomi :-Bm
    Ancora ne girano? Non ne ho mai visto uno, ma erano una leggenda qui a Roma.
    Tex
    :-D
  • Esatto, proprio quei modelli in vetroresina
    :-D

    Ne girano ancora a quanto pare, non ne avevo mai visto uno fino a un Novegro di un paio di anni fa quando un club aveva in vendita il Re.2005, poi ho trovato il 109 da un negozio online. E oggi è arrivato !
    Chiaramente c'è solo la fusoliera che devo dire sembra stampata abbastanza bene. C'è un minimo di imbarcamento come capitato al 2005 di Gioca ma solo su una delle semiderive, quindi direi non preoccupante.
    Visto che di altri 109 di questa versione non ce ne sono in giro, o si cerca una conversione per il Revell o si usa questo... si usa poi relativamente nel senso che il kit contiene solo fusoliera e vetrini, il resto era da autocostruire. Ma oggi c'è Il Revell da cui si dovrebbero riuscire a prendere un bel po' di pezzi.
    E la mia idea è proprio di prendere dal Vetromodelli solo le parti relative alla prima versione, cioè la fusoliera e basta. Tutto il resto sarà Revell, o basato sul Revell. Certo che a questo punto dovrei valutare la possibilità di usare le parti in vetroresina come basi per rifarsi le parti in resina..

    Nel frattempo il postino ha consegnato il modello... più tardi faccio qualche foto !
  • Ricordi di gioventu! Se non ricordo male sul mio primo Aerei Modellismo acquistato nel 1985 c'era la recensione del A109 della Vetromodelli. Se ti serve magari lo vado a ripescare.
    All'epoca era un kit veramente da modellisti esperti. Oggi penso sia un modello vintage buono solo per i collezionisti.
    Vale comunque la regola di Giovanni. Fare un modello del genere ci vuole tanto tempo e una grande volontà, oltre che bravura tecnica. Ma se lo termini hai il best of show sicuro!
  • Ciao Miki, ho anch'io quella rivista nella pila. E ho finalmente fatto qualche foto che conferma quanto siano stati modelli da esperti...
    La scatola dice poco ma se penso che i vacform di certi produttori britannici dell'epoca erano in buste di plastica che si rompevano subito, siamo di fronte a ben altra qualità..
    :-D

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    Il contenuto è semplice: un foglio di vetroresina con le parti del modello e un tot di foglietti con i trasparenti, tutti per fortuna in duplice copia

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    Le parti fornite sono solo quelle principali, tutto il resto era da autocostruire. Era, perchè oggi credo che un tot di parti possano venire dal kit Revell del K2 della REGA. Penso che almeno il rotore principale e di coda e i vari dettagli si possano prendere da li.

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    Tutto sommato il dettaglio superficiale non è malaccio per un prodotto del genere. Diverso sarà il tagliare le finestrature... lavoraccio !

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    Alcuni dei trasparenti in vacfom purtroppo si sono ingialliti. Non so se qualcosa si potrà riciclare dal Revell, temo di no

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    Conclusioni: oggi questo kit secondo me ha senso solo se usato come conversione in 109 prima versione per il Revell. O appunto valore collezionistico... ma noi non siamo collezionisti, giusto ?
    :-D
  • MAMMALITURCHI.....  :-B
    La Prochima produce una resina trasparente da versare nello stampo in gomma siliconica. Potresti provare a rifare i trasparenti ingialliti in questo modo, ma per il resto credo che ci voglia il classico pelo sullo stomaco.
    Mah, come già detto in precedenza, il bello del modellista è anche questo voler tirar fuori un bel modello anche partendo da basi non proprio perfette.
    C'è sempre l'autocostruzione...però 
    :-D
    Tex
  • Ohimamma... sono anni che ne cerco uno... mi mandi il link del sito online che provo a vedere se ne hanno ancora uno? Io ho il kit del SIAI S-211, cominciato ma interrotto per mancanza di documentazione sugli interni... a modo suo comunque un bel kittino...
  • edited February 16
    Coraggio, con 6-7000 ore di lavoro dovrebbe uscirne un modello decente!

  • Ieri sera mi sono fatto un tuffo nel tempo e ho riletto l'articolo su Aerei Modellismo di 30 anni fa.
    Ho scoperto che la ditta esiste ancora!
  • si sono spostati sullo statico terrestre !

  • miki68 said:

    Ieri sera mi sono fatto un tuffo nel tempo e ho riletto l'articolo su Aerei Modellismo di 30 anni fa.

    Ho scoperto che la ditta esiste ancora!
    Spettacolo ! Sarebbe da scrivergli e chiedergli se hanno poi fatto ancora qualcosa di modellistico.. anche se in effetti quello che fanno è ancora modellismo !
  • Tex, interessante la cosa della resina trasparente. Ho un po' di esperienza con la resina normale, mi chiedo se quella trasparente sia altrettanto facile da usare o meno. Se riuscissi a clonare la fusoliera in resina trasparente risolverei molti problemi..

    Target, non so se 7000 ore basterebbero a me
    :-D
    Però vuoi mettere la soddisfazione di mostrare agli amici un modello del 109 prima versione ?
  • edited February 17
    Giorgio ma è uno scherzo di carnevale!? :-D
    ..no perchè neanche sotto tortura nel 2017... :-9 :-D
    E' un'opera d'arte così com'è , già imbasettato! tagli la basetta lo colori , ci fai un foro e lo appendi come quadro 3D !!!
    Stuppendooo 8-) (a parte le trincee..ma vabbè se è arte tutto è concesso
    :-P
  • edited February 17
    Ragazzi, non perdete tempo con la Vetromodelli.
    Mi sono sentito in obbligo di intervenire perchè io sono stato il 50% di quell'avventura degli anni 80.
    Purtroppo la resina epossidica non verniciata ha tendenza ad assorbire unidità nel tempo provocando di fatto la deformazione che è stata evidenziata.
    Sono stati anni di grande passione nei quali il mio socio ed io speravamo di rendere un servizio di interesse per i modellisti del tempo. Il mio socio attualmente in pensione si dedica come avete visto al  modellismo industriale e tutto iniziò circa con il modello in 1/10 dell'EH-101.
    Per gli standard dell'epoca erano kit ancora accettabili, ma ora non sono più proponibili dal momento che le resine poliuretaniche hanno raggiunto caratteristiche tali da rendere le parti paragonabili a quelle stampate ad iniezione.
    La qualità dello stampaggio era inoltre legata al processo che richiedeva parecchio tempo e quando "non ci si stava più dentro" la cura nello stendere il tessuto ed impregnarlo di resina andava calando.
    La ragione della fine della Vetromodelli sta proprio nella mancata conversione verso le poliuretaniche che stavano affermandosi. Il mio socio non era d'accordo e riteneva di dover puntare più sul modellismo industriale che amatoriale.
    Così lui ha continuato come avete visto sul sito, ed io sono tornato al semplice costruire aeroplanini in scatola di montaggio.
    Dimenticavo: non esistono più parti a magazzino e gli stampi sono inutilizzabili perchè anch'essi deformati.
    Tutto qui.
    Saluti
    Euge
  • Ragazzi, non perdete tempo con la Vetromodelli.

    Mi sono sentito in obbligo di intervenire perchè io sono stato il 50% di quell'avventura degli anni 80.
    .....
    Saluti
    Euge
    Mi fa molto piacere leggere questo intervento da parte tua, e per prima cosa lasciami fare i complimenti a te e al tuo socio per quello che avete fatto all'epoca ! Sicuramente erano kit difficili, anche se poi certi vacform dell'epoca non erano molto meglio a parte il materiale, ma i soggetti erano interessantissimi.
     Un plauso va poi sicuramente alla vostra inventiva per aver provato a usare un materiale insolito ma potenzialmente interessante. Il fatto che oggi alcuni produttori est-europei utilizzino la vetroresina per kit di aerei dimostra come l'idea non era poi così sbagliata anche se non ha funzionato come avreste voluto.
    Personalmente era da un po' che cercavo un kit dei vostri, anche per la sola curiosità di averne uno. Perso il 2005 (che non avrei costruito), questo appena l'ho visto l'ho preso al volo.
  • Giorgio, secondo me la tua idea di usare il tutto per ricavare uno stampo e successivamente dei master in resina o altro è la soluzione più interessante. Ricavi uno stampo da quanto hai e ti tieni il modello come icona storica di un tempo che fu.
     
  • Giorgio, potresti farlo così
    photo 20160427_232143.jpg

    photo 20160427_232218.jpg

    photo 20160427_232204_edit_1487344016478.jpg

    Ciao Mirco ;-)
  • Ragazzi, non perdete tempo con la Vetromodelli.

    Mi sono sentito in obbligo di intervenire perchè io sono stato il 50% di quell'avventura degli anni 80.
    Euge
    Caspita che notizia!

    Che ne diresti di pubblicare qualche foto dell'epoca di voi due all'opera. Sarebbe bello potere avere qualche dettaglio in più, visto che molti di noi hanno letto di questi modelli all'epoca!
  • Giorgio N said:

    Tex, interessante la cosa della resina trasparente. Ho un po' di esperienza con la resina normale, mi chiedo se quella trasparente sia altrettanto facile da usare o meno. Se riuscissi a clonare la fusoliera in resina trasparente risolverei molti problemi..

    Target, non so se 7000 ore basterebbero a me
    :-D
    Però vuoi mettere la soddisfazione di mostrare agli amici un modello del 109 prima versione ?

    Ciao Giorgio,
    si ho acquistato questa resina trasparente circa sei mesi fa direttamente in Prochima e mi hanno assicurato che si comporta esattamente come quella normale.
    Purtroppo non ho avuto ancora neppure il tempo di provarla, ma sono sicuro che non mi hanno mentito.
    :-D
    Acc... alla pensione non riesco a fare più nulla per me tra Ag Entrate, Comuni, IMU, TARI, Tasi era meglio quando ero in servizio almeno gli aerei non mi mancavano e ci scappava pure un Tornado 1/48 a settimana  
    :-P
    Tex
  • miki68 said:


    Caspita che notizia!

    Che ne diresti di pubblicare qualche foto dell'epoca di voi due all'opera. Sarebbe bello potere avere qualche dettaglio in più, visto che molti di noi hanno letto di questi modelli all'epoca!
    Michele, non ho alcuna foto dell'epoca. Forse, cercando in cantina, riesco a recuperare qualche listino e qualche foglio di istruzione, ma temo non di più.
    Domani ci provo.
    Saluti
    Euge
  • Eugenio, ma i master di questi modelli che fine hanno fatto ?

  • Mirco, bell'idea quella !
    :-D

    Tex, devo provarla allora questa resina trasparente. Ne avevo viste altre in passato ma mi dicevano che era molto difficile riuscire a non avere bolle. Farsi un pezzo trasparente e trovarsi una bolla proprio nel mezzo non è il massimo...

    Una cosa che non ho mostrato nelle foto e non ho citato: il kit contiene anche delle istruzioni molto dettagliate su come lavorare questo materiale e su come autocostruire le parti necessarier a completare il modello, con disegni quotati di aree come pozzetti carrello e abitacolo. Queste istruzioni sono decisamente migliori di quelle che di solito trovo in kit in vacuform stranieri dello stesso periodo
  • Come pensavo, non ho trovato nulla che sia degno di rubare spazio nel forum.

    @ gioca
    I master erano fatti in legno e plastica e non reggevano lo stress della sformatura dagli stampi, anche questi in vetroresina. Era cosa ben diversa dalla sformatura da una attuale gomma siliconica.
    In ogni caso, se la domanda sottesa era un'altra, il livello non era minimamente paragonabile a ciò che si fa oggi e assolutamente non riproponibile.
    Saluti
    Euge
  • La domanda era tesa all'interesse nel vedere immagini di questi master, qualsiasi fosse o sia la loro qualità. Ho visto a suo tempo master in legno per dei progetti della vecchia Artiplast, progetti purtroppo poi non andati in porto, ma si parla di kit anni 60, la Artiplast la conoscete tutti penso ( oggi diversi kit sono migrati in Cechia e da decenni vengono ancora utilizzati dalla SMER per la loro produzione ), è sempre interessante vedere queste cose ... e l'eventuale progresso che naturalmente si è avuto nel tempo fra un master in uso oggi e uno di 50,40,30 anni fa, qualsiasi fosse il media scelto per la riproduzione.
     
  • Come pensavo, non ho trovato nulla che sia degno di rubare spazio nel forum.


    @ gioca
    I master erano fatti in legno e plastica e non reggevano lo stress della sformatura dagli stampi, anche questi in vetroresina. Era cosa ben diversa dalla sformatura da una attuale gomma siliconica.
    In ogni caso, se la domanda sottesa era un'altra, il livello non era minimamente paragonabile a ciò che si fa oggi e assolutamente non riproponibile.
    Saluti
    Euge
    Per un discorso squisitamente storico, mi sorgono alcune domande:
    - Quando è stata fondata e ha iniziato ad operare la Vetromodelli ?
    - Perchè vi siete orientati sulla Vetroresina ? Quali vantaggi dava rispetto al classico vacuform in plastica ?
    - Qual'era il processo produttivo ? Creazione del master Legno/plastica in scala 1/72, rivestimento con vetroresina e stampaggio sottovuoto ?
    - Per quanto tempo ha operato (nell'ambito modellistico) la Vetromodelli ?

    Ho letto sulla rete in questa discussione che Giuseppe Generali faceva parte del team Vetromodelli (sviluppando il Re.2005). Insomma una sorta di filiazione del CASC.

  • edited February 21
    La Vetromodelli è nata per caso da 4 soci del CASC nei primi anni 80 e dall'idea di fare un SIAI 260 in scala 1/72.
    Io avevo esperienza di vetroresina per il coinvolgimento in modelli volanti di cui si producevano allora fusoliere in questo materiale.

    Il master era in balsa impermeabilizzato con vernice trasparente e veniva coperto di cera distaccante.
    Posto su un piano di bilaminato liscio anch'esso incerato, veniva cosparso di resina epossidica caricata con microsfere di vetro (una polvere quasi impalpabile) specialmente nelle aree più difficili (raccordi alari, cavità varie).
    Di seguito, a resina gellificata, venivano aggiunti strati di tessuto di vetro sempre più spessi impregnati di resina fino ad ottenere un manufatto di ca 3-4 mm di spessore.
    Dopo 24 ore era possibile sformare lo stampo. E qui in master se ne era già andato.
    Lo stampaggio avveniva con lo stesso procedimento all'interno dello stampo, ma con un minor numero di strati di tessuto e sempre della stessa grammatura (20 gr/mq).
    Nel corso degli anni successivi abbiamo perso per strada due soci (di cui uno è Generali anche se ha continuato a collaborare) e siamo rimasti in due.
    Per velocizzare la produzione, abbiamo duplicato gli stampi ripartendo dalle parti già stampate, usandole di fatto come nuovo master.
    Niente sottovuoto (di cui non avevamo la tecnologia) quindi, ma pazienza, resina che imbrattava ovunque e aspirapolvere per minimizzare lo spargimento di microfibre di tessuto di vetro.
    Le parti trasparenti erano termoformate ma non a vuoto su un master maschio.
    Sapendo di non poter contare su un impatto visivo del kit come poteva averlo uno commerciale, abbiamo riservato la massima cura alla forma ed alle dimensioni e ci siamo preoccupati di fornire indicazioni per procurarsi le parti mancanti da altri kit o per realizzarne in modo autonomo fornendo disegni il più dettagliati possibile.
    Il 260 è stato poi seguito dal Piaggio 148, una conversione per il 1019, il Reggiane 2005, MB326, MB339, SF260 TP, S211, AMX, AB 204, A109. Non sono certo che l'elenco sia completo e che la cronologia sia rispettata. In 1/48 abbiamo fatto la fusoliera del Macchi 205 per il Macchi 202 in uscita della Tauro e una fusoliera del 339.
    I materiali dei master si sono leggermente evoluti rispetto al balsa del primo, mediante l'impiego di varie plastiche, ma, come ho già detto, non resistevano alla sformatura.
    Mi pare di ricordare che l'ultimo anno di produzione sia stato il 1989.
    Che dire, ragazzi: un po' di nostalgia più che altro perchè ero più giovane.
    Con questo è veramente tutto.
    Euge
  • Grazie ancora per avere postato questi tuoi ricordi. hanno fatto luce su di un nome che avevo solo trovato nelle riviste e di cui avevo sentito parlare in termini quasi esoterici.
    Da appassionato di modellismo trovo sempre affascinante il processo che porta altri appassionati a produrre dei kit usando metodi artigianali. Immagino che siano stati momenti di fatica, tante bestemmie ma alla fine anche di soddisfazione.
  • La Vetromodelli è nata per caso da 4 soci del CASC nei primi anni 80 e dall'idea di fare un SIAI 260 in scala 1/72.

    Che dire, ragazzi: un po' di nostalgia più che altro perchè ero più giovane.
    Con questo è veramente tutto.
    Euge
    Grazie per l'intervento. Sarebbe bello poter scrivere un articolo che racconti questa storia. I meno giovani (come me) hanno ricordi lontani di queste produzioni, mentre i più giovani le ignorano.

    Si tratta comunque di una bella esperienza, in un periodo pionieristico di passaggio tra il modellismo "alla buona" anni '70 ed un modellismo molto più maturo (in tutti i sensi) degli anni '90.
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Origami
Origami is the Japanese word for paper folding. ORI means to fold and KAMI means paper and involves the creation of paper forms usually entirely by folding.

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