chiude anche Tommy modellismo

Negozio di auto, droni, soft air e scatole di montaggio, spostatosi due volte in altrettanti importanti centri della Riviera del Brenta ha concluso l attivita’ a fine anno,appena avuta la conferma da un amico.
Le due vetrine erano sempre invitanti e ti fermavi volentieri a darci un occhio, oltretutto era sempre presente a sponsorizzare qualche mostra o esposizione locale.
Peccato, ancora una volta ha vinto il web..

Commenti

  • Quest'anno assisteremo ad una sequenza di chiusure... Se poi fra due anni aumentano iva, i modelli saranno beni di contrabbando dal floridissimo mercato... C'era una volta in Italia ... Sergio Leone redivivo.
  • Fra 2 anni.....?
    Pensavo fosse già accaduto e non una volta solamente.....
    Tex
  • Se posso fare un commmento generale...
    Mi spiace sicuramente quando chiude un negozio perchè significa che qualcuno rimane senza lavoro e ci smena dei soldi. Spiace anche ovviamente per gli appassionati che perdono un punto di ritrovo nella zona.
    Allo stesso tempo mi rendo conto che la cosa mi tocca poco dal punto di vista del mio hobby visto che il proliferare di venditori online ha reso alla fine più semplice ed economico acquistare kit e accessori.
    E lo ammetto, sono uno di quelli che hanno mandato in crisi i negozi tradizionali ! Compro un kit in un negozio giusto una volta ogni tanto, ne avrò comprati 3 negli ultimi 2 anni, o forse sono 3 negli ultimi 3 anni. Gli altri vengono da internet, le fiere i mercatini eccetera. Che ci devo fare se lo trovo più comodo e conveniente ?
    Mi sembra che sia la strada che hanno preso un po' tutti i negozi specializzati poi, non vale solo per il modellismo. Spiace per chi ci rimette ma il mondo si evolve in questo modo.
    Poi se si stanno estinguendo anche i modellisti non lo so, di sicuro non si stanno estinguendo i prodotti per il modellista visto che ormai nascono 2 o 3 nuovi marchi ogni anno
  • @giorgio pensa che ieri sera cercavo un diluente su ebay e lo trovo in un negozio che ad ogni inserzione affianca la foto di una cialda di caffe’ e la scritta “prenditi una pausa”...e naturalmdnte le vende..quindi la vendita modellistica sara’ livellata in futuro a quella delle cialde
  • Lucio, a me va anche bene se il mercato modellistico diventa come quello delle cialde per caffè: queste vengono vendute in numeri enormi, se capita anche ai prodotti per modellismo è un buon segno :)
  • Giorgio N said:

    Poi se si stanno estinguendo anche i modellisti non lo so, di sicuro non si stanno estinguendo i prodotti per il modellista visto che ormai nascono 2 o 3 nuovi marchi ogni anno
     é vero ciò che dici Giorgio, ma in realtà se guardi bene pochissime ditte nuove se ne escono con un prodotto "popolare",  al contrario mi sembra abbiano successo quelle che puntano alla qualità con conseguenti prezzi "per soli adulti"   :)
     Sempre meno modellisti e sempre meno croste in giro (!?) :D
    ..10 anni fa ogni bel modello si vedevano perlomeno 20-30croste..ora le croste io non le vedo più...
     o nel frattempo sono diventati tutti bravi oppure son rimasti solo i migliori ...
     magari negli ultimi 10 anni la generazione dei migliori modellisti sono andati in pensione e sono gli unici che ancora modellano (beati loro) :D




  • Chiaro che tutti i nuovi produttori devono partire dal piccolo, cominciare da zero per diventare la nuova Airfix richiede altro genere di investimenti e non solo.
    Lo scorso anno Hornby ha divulgato tutta una serie di cifre riguardo alle loro operazioni, incluse cifre su Airfix. Tra le più interessanti era il fatto che la sola grossa distribuzione Britannica conta per quasi un quarto del loro business. Fare accordi con le grosse catene non è una cosa che il piccolo appena arrivato riesce a fare facilmente, se io devo lanciare un nuovo marchio mi riuscirà molto più facile occupare una nicchia.
    Che poi io non so ad esempio i Cechi o Cinesi quanto siano di nicchia nel loro paese, chiaro che gente come Meng lo sarà, ma immagino che Trumpeter/Hobbyboss non lo siano. Idem per Sword, non me li vedo a vendere nei supermercati, ma il gruppo AZ/KP mi sembra di capire che abbia intenzione di espandersi molto (se poi ci riusciranno sarà da vedere)

    Parlando di estinzione o meno dei modellisti, una cifra che non era contenuta nel report di Hornby ma che gente del management di Airfix ha lasciato sfuggire è che ritengono che gli appassionati esperti siano il 15% del loro mercato. Quindi il restante 85% è costituito da persone che probabilmente non posteranno mai su di un forum e non visiteranno mai una mostra. Poi ci sta che i modellisti siano in diminuzione, ma sicuramente noi siamo solo la punta di un iceberg. Quanti siano poi quelli che fanno il passaggio da semplici incollatori di pezzi a modellisti appassionati chissà ! Non dimentichiamo anche che il mondo del modellismo abbraccia anche altri settori, oggi i Gundam o cose tipo i wargame fantasy hanno un seguito non da poco. Qualcuno poi passa dalle miniature fantasy al modellismo, altri no, ma comunque direi che i futuri modellisti dobbiamo cercarli anche li
  • Di fatto poi non credo che negli anni certe percentuali siano molto cambiate. Salvo il decennio aureo ( fra il 70-80) ho la netta impressione che l'appassionato che potremmo associare tranquillamente alle nostre caratteristiche sia sempre stato una ristretta elite, dal 10% in giù, con variazioni del 5% a seconda del Paese. 
    Che le riviste sono andate in crisi non per la diminuzione di questo zoccolo ma perchè questo zoccolo ha iniziato a utilizzare altre fonti ( il web ). E questo zoccolo è sempre più o meno rimasto costante nel tempo come interesse, sono invece diminuiti gli occasionali, che però sono il mercato vero. 
    Quanto alla volontà di una AZ di espandersi sul mercato della grande distribuzione, possibile, ma certo che se continuano così con certi soggetti assurdi, non di nicchia, di ultranicchia, credo faranno parecchia fatica ad affermarsi, anche affiancando gli ultraclassici. A me questi di AZ/KP paiono quelli dalle tante chiacchere ma dalla sostanza parecchio discutibile ( vedasi il KanKan sul P51B, idem per le fantomatiche promesse di CR32, P39, ecc, ecc... rimaste tutte su carta, mi ricordano un po' la Tan model turca, solo che mentre questa ha l'industria areonautica turca che pompa commesse, questi cechi non credo abbiano uno sponsor altrettanto munifico dietro, solo tanto entusiasmo che mi pare non basti ! )
        
  • Partiamo dal concetto che per le aziende modellistiche (e non solo) l'obiettivo è vendere i propri prodotti. Quindi un'azienda modellistica si basa sui dati di vendita, poi segmenta il mercato per capire le potenzialità, insomma il marketing. Qui non si parla minimamente di quanti modelli vengono costruiti rispetto a quelli venduti e questo potrebbe essere un dato (per noi) interessante, ma non per le aziende. Anche negli anni '70 ed '80 si ragionava così e questo lo posso dire con certezza visto che ho parlato molte volte con il paron della ESCI. Oggi il mercato è più sofisticato di 30 anni fa, i numeri sono divisi su più produttori, ma non credo si discosti molto a livello macro.

    Per quanto riguarda la ricerca dei soggetti, come giustamente interveniva Enzo Maio su alcuni articoli, mentre negli anni '70 e '80 il mercato era ancora sostanzialmente vergine sui soggetti mainstream e quindi la scelta era abbastanza semplice e senza grossi errori, oggi il mercato è saturo di soggetti, quindi chi vuole avventurarsi lo deve fare con altri strumenti. Oggi o si producono kit di altissimo livello dedicati ai modellisti "elitè" i quali hanno risorse finanziarie per acquistarli (non è detto per costruirli) che riproducono i grandi classici, oppure si deve puntare al mercato di nicchia con un prodotto di qualità inferiore ma che l'appassionato del soggetto è disposto a spendere per averlo. Nel mezzo ci sta il grande mare delle riedizioni e dei soggetti di largo consumo che sono acquistati sia dai modellisti "normali" sia da modellisti occasionali che sicuramente sono poco visibili.

    Poi per quanto riguarda le riviste in dificoltà, il problema riguarda il media. Trenta anni fa le informazioni circolavano solo su carta stampata, quindi se ti volevi documentare ulteriormente lo strumento era quello. L'evoluzione informatica prima le ha rese più accattivanti e ricche di contenuti (il desktop publishing) ma poi le ha messe da aparte con la rete Web dove sostanzialmente in modo "gratuito" ho a disposizione tutte le informazioni che mi possono occorrere nei media più utili (testi, foto o video) rispetto a pagare 7/10 euro per avere una rivista che tratta temi i cui contenuti ed il loro grado di approfondimento è scelto in modo arbitrario dall'editore, il quale punta ovviamente a far tornare i conti o portarsi a casa la pagnotta. Qui gli editori devono dimostrare la loro lungimiranza per riuscire ad utilizzare i media esistenti per proporre prodotti che competano con il web, altrimenti è questione solo di tempo per vederli scomparire. Purtroppo Darwin è sempre implacabile!
  • Miki, aggiungerei che alle ditte poi interessa quanti kit vengono venduti da loro, non necessariamente poi di quanti vengono venduti al modellista... se il kit esce dalla fabbrica e viene pagato loro sono a posto, se poi questo rimane dal negoziante per 10 anni gli interessa relativamente... ovviamente fino a un certo punto visto che se poi il negozio non vende la volta dopo non ordina più quel genere di kit. Certo si potrebbe anche parlare a lungo di come le ditte trattano i negozianti e di come questi ogni tanto si debbano anche sobbarcare kit invendibili se vogliono continuare ad avere quelli che vendono ma facciamo finta che le ditte diano sempre retta ai negozianti..
    Ricordo alcuni dei commenti di Enzo Maio ai tempi, e una delle cose che diceva spesso era che ad ascoltare i club le aziende avevano solo da perdere, citando una serie di classici italiani del periodo bellico che avevano fatto contenti pochi appassionati ma alla fine erano stati dei flop commerciali. Su questo direi che non è cambiato nulla, a parte il fatto che con internet adesso le richieste per soggetti rari fanno molto più rumore. Per fortuna degli appassionati si sono sviluppate le techniche short run e alla fine sono tutti contenti. Quasi tutti, perchè poi c'è sempre quello che pretende che Revell o Airfix gli facciano il Tebaldi Zari...
  • Come ti dicevo, visto che ho parlato molte volte con il paron della ESCI, lui mi raccontava sempre di distributori. L'interlocutore della ditta è il distributore, soprattutto il grande distributore, il quale può indicare quali soggetti produrre, poi in base alle richieste la ditta decide cosa mettere in pentola. Il negoziante arriva dopo la distribuzione.
    Certo oggi con internet questo schema rigido di 30 anni fa è saltato e le ditte si muovono su più fronti, vendendo direttamente, ai grandi distributori, alle grandi ditte, ecc.
    Poi le ditte si basano sui freddi numeri, non certo su un manipolo di modellisti che a chiedere sono sempre pronti, poi quando è da comperare si tirano indietro. Ma questo è un discorso che vale su molte categorie merceologiche. Le ditte fatte da appassionati normalmente producono ottimi prodotti, ma vanno a finire sempre male in tempi rapidi.
    Se guardiamo la nostra ditta nostrana, alla fin fine è sempre lì anche se tutti la criticano!
  • La nostra ditta nazionale è l'unica fra i grossi produttori di un tempo ( escludo subito il Giappone ) che è rimasta in mano agli originari proprietari, non è mai fallita.
    Tutte le altre, tutte, hanno cambiato proprietà, sono fallite e poi risorte, ecc ... 
    Questa capacità di sopravvivenza evidentemente dimostra qualche qualità deve esserci nelle loro politiche, che poi non siano qualità che interessino direttamente il modellista, possibilissimo ... 

    Eduard è un marchio fatto da appassionati e pur producendo ottimi prodotti credo che non andrà a finire male e meno che meno in tempi rapidi. Eccezione che conferma la regola ? Mah

    Sul discorso della saturazione dei soggetti invece si apre una finestra su un mondo molto più complesso di quanto possa sembrare. Ho l'impressione che il nostro modo di ragionare rischi di essere completamente obsoleto e troppo aggrappato ad una visione, la nostra, troppo limitata e limitante quando definiamo saturo il mercato per un soggetto. Il mercato è molto vasto e in questi anni si sono aperti mercati prima del tutto inesistenti ( la Cina per esempio,  perchè se è vero che questi cinesi hanno iniziato strizzando l'occhio al mercato americano, è pure vero che prima di diventare autonomi nelle scelte e nella produzione, senza cioè dover ricorrere a scopiazzare e clonare più o meno maldestramente prodotti altrui, per anni hanno sfornato modelli copia - dire clone è eccessivo in quanto la qualità delle copie non era quella dell'originali, anzi - che hanno alimentato un mercato prevalentemente orientale, pure interno, e questo mercato ora esiste e giustifica pienamente l'attenzione che i marchi cinesi hanno verso soggetti cinesi ), inoltre la distribuzione dei prodotti non è omogenea su tutti i mercati come potrebbe apparire a noi, dal nostro ristretto orticello. 
    Penso all'apparente inflazione che c'è stata in quest'ultimo periodo di kit di P51D in 48. 
    Visto dal punto dell'appassionato appartenente a quel 10/15% appassionatissimi quali siamo, si sarebbe pensato che il modello Tamiya, per altro ormai con 20 anni sul groppone, più volte edito tramite aggiornamenti decals, potesse ancora regnare ed essere sufficiente, anzi, pure buono se non quasi ottimo ( conosco i problemi vari del kit, ma devo semplificare un po' le cose raga), eppure eccoti arrivare uno dietro l'altro ( e non è finita ... ) Meng, Airfix e prossimamente Eduard, sempre con un P51D, sempre lui, neppure in versione differente, niente da fare ! Tralascio che anche Dragon ne aveva annunciato uno nuovo, ma in casa Dragon la vita per i soggetti aeronautici soffre di continui ripensamenti.  Ebbene, si potrebbe pensare che tanti kit dello stesso identico soggetto sarebbero stati inutili, in un mondo già saturo di Tamiya e Hasegawa  ( giù, pure lui, edito pure in scatola Italeri, e poi pure la copia ICM del Tamiya per il mercato russo !) e invece credo proprio che ci sia spazio per tutti questi e che nessuno sia poi così privo di fantasia negli uffici direzionali di questi vari produttori. Si fanno i conti: soggetto che copre un classico, sul mercato da anni manca come novità ( e chi se ne frega del 10% di "fulminati" che si è riempito la cantinola di Tamiya o altri, rimane un 90% di potenziali acquirenti che sullo scaffale da un pezzo non vede un P51D ) , dagli scaffali manca da parecchio ... poi in Cina Tamiya costa troppo ( pensano alla Meng), e il Tamiya ha errori vari che noi faremo invece il kit superaccurato ( penseranno i Cechi ).... in UK possiamo sfondare con un prodotto più aggiornato e competitivo rispetto al nipponico ( in casa Airfix), ecc ... e se la saturazione del soggetto è verissima e il discorso validissimo per la cantinola di noi elite del 10%, non lo è affatto per il mercato vero che interessa alle ditte. La saturazione in alcuni casi non ce l'hai mai, perchè non tutti i mercati sono raggiunti dal tal marchio ( quanto pensate sia facile trovare il nuovissimo F14 finemolds nelle scaffalature di nostri negozi, ma non solo negozi tradizionali,  anche negozi on line che non siano nipponici ?), di spazi ce ne sono e come ... il segreto è avere una distribuzione che funziona come si deve. 
    Ho citato il caso del P51, ma potevo utilizzare il 109,altro campione di "saturazione" per come la vediamo magari noi 10% del mercato !
     
  • oh, tutto sto casino per un negozietto che chiude manco fosse Hannant..

    Comunque ora continua su ebay con il nome TOMMITOYSCAR  e se vi interessa vende i lifecolor a 1.50...

    @gioca ; ho visto tuo cugino a Shibuya l' altra sera e usciva da un soapland, non penso ci fosse andato a lavare le stampate con il detergente..
  • secondo me lo gestisce proprio ...
  • Ora diciamo la verità, secondo voi un negozietto che non evolve solo italer, revell , almasdimo tre tamiya di che cosa ne facciamo???poi non stanno chiudendo stanno solo diventando online, per non avere uno stato scorticators addosso.... italeri ormai non ha interesse al nuovo reinscatola mediocri kit e va svanti a gohli decals, academy fa dolo snap kit in 72 bello lo f4j  ma penoso il super hornet, visto dz scatola....cercheranno di attrarre nuove leve che non vedo dalle mie parti... (provai a consigliare un 17, sille basi dei volori ma mi rispose in modo cetto "fatti i cazxi toi"......) da sllora se vedo un modellista ho intenzioni omicide oramai compro online una volta al mese spenfo 100-200€ ,mensili e lavoro da solo srnza asdociazioni o negozi capestro....
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Origami
Origami is the Japanese word for paper folding. ORI means to fold and KAMI means paper and involves the creation of paper forms usually entirely by folding.

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